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Scheda libro
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Una nuova edizione, aggiornata, per uno dei testi più ricercati e apprezzati della recente produzione di Macro Edizioni. Un popolo ricco di fascino e una data molto vicina ai giorni nostri. Cosa li accomuna? Una presunta e temibile profezia attorno alla quale si è scatenato un vero e proprio caos mediatico. Geochimica, astrobiologa e studiosa di civiltà antiche, Sabrina Mugnos offre al lettore tutti gli strumenti per capire cosa ci sia di vero in tutto questo. Rigore scientifico, stile divulgativo e approccio multidisciplinare per indagare il più avvincente dei misteri. Questa nuova edizione contiene importanti integrazioni e aggiornamenti, con un focus particolare sul rapporto tra il calendario Maya e quello gregoriano e sul campo magnetico terrestre. I Maya e il 2012, di Sabrina Mugnos, rappresenta una risposta scientifica al caos mediatico che si è creato attorno a questa data. L’autrice, geochimica, astrobiologa e studiosa di civiltà antiche, parte dalle domande più semplici: cosa c’è di vero in tutto questo? Quali sono i fatti concreti intorno ai quali è stata costruita la scadenza del 2012? L’umanità e il nostro pianeta sono realmente esposti a fenomeni naturali che potrebbero scatenare dei cataclismi? Se sì, quali? E questi drammatici eventi possono davvero essere stati predetti dai Maya? Un saggio di grande valore (accompagnato da un ricco reparto fotografico e di illustrazioni) ma anche un diario e una profonda riflessione sulle civiltà antiche e su quella attuale. Un imperdibile viaggio attraverso migliaia di anni di evoluzione della nostra umanità.
LEGGI L'INTERVISTA A SABRINA MUGNOS SCARICA QUI
Questo testo è DISPONIBILE anche in VERSIONE CARTACEA VEDI QUI >>>
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Indice:
I PARTE
Capitolo 1. La grande avventura dei popoli della Mesoamerica Capitolo 2. I Maya Capitolo 3. 21 dicembre 2012 d.C. Una profezia?
II PARTE
Introduzione alla seconda parte Capitolo 4. Pianeta Terra, così crea, così distrugge Capitolo 5. La minaccia dal cielo Capitolo 6. Cosa potrebbe accadere? Capitolo 7. Mito, scienza e profezie: la resa dei conti .
Appendici A.1 Il diluvio universale: cronaca di una tragedia annunciata A.2 Le profezie di Nostradamus A.3 Edgar Cayce, il profeta dormiente A.4 Codice di Dresda: la Tavola di Venere A.5 Codice di Dresda: la Tavola delle Eclissi A.6 “Apocalittica” disinformazione A.7 Una grande calamita di nome Terra A.8 I capricci magnetici della stella Sole A.9 Correlazione del calendario maya con quello cristiano Bibliografia
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Estratto:
Alla ricerca delle origini
Siamo abituati a conoscerlo come “Nuovo Mondo” da quando il navigatore genovese Cristoforo Colombo ne fece bottino dell’Occidente nel 1492. Tuttavia, allora, le Americhe erano già popolate da migliaia di anni e, a par-tire da quattro millenni fa circa, fiorirono e tramontarono alcune tra le più grandiose civiltà della storia umana. Quelle del centro America, o ciò che ne rimane, furono portate all’attenzione del mondo da due esploratori nel 1839: il ricco avvocato americano John Stephens e il disegnatore inglese Frederick Catherwood. La loro meraviglia nello scoprirle trasuda dalle righe che scrissero al tempo e che avete appena letto; uno stupore comprensibile in quanto la maggior parte di quei siti sono rimasti incontaminati dall’epoca in cui si spopolarono per cause, come vedremo, ancora da definirsi. E ancora oggi come ieri non ci si capacita di come raffinate civiltà siano riuscite a sbocciare laddove, tuttora, i contadini più caparbi faticano a sopravvivere. Ma dove affondano le radici di queste genti? Da dove arrivarono i primi coloni? Quando? Come? Per cercare una risposta a queste domande dobbiamo spostare la lancetta del tempo indietro di un paio di milioni di anni quando, per ragioni ancora non ben chiarite, il clima subì una profonda alterazione e l’intero pianeta piombò nell’ultima Era Glaciale, coincidente col periodo noto come Pleistocene. Il termometro precipitò, le vette si imbiancarono e una enorme morsa di ghiaccio spessa alcuni chilometri avviluppò il nord del pianeta, dall’Eurasia all’attuale Nordamerica. E sebbene con svariate fluttuazioni (in cui si alternarono temperature più miti), tale situazione perdurò fino a 12-15.000 anni fa circa. […] |
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