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Scheda libro
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L’epidurale è uno speciale tipo di anestesia locale che addormenta i nervi eliminando il dolore durante il travaglio e il parto. Purtroppo la scelta così diffusa di questo metodo è dovuta alla disinformazione sui possibili e innumerevoli rischi legati a questa pratica. Piera Maghella ci indirizza verso strategie più umane e naturali quali la musica, la visualizzazione, l’ipnosi...
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Indice:
1. Il dolore: alleato e nemico
Relazione della dott.ssa Jeanne Weiss-Rouanet
2. Cos’è l’epidurale
Tratto dal libro The New Pregnancy Book
3. Indicazioni: potenziali rischi dell’anestesia epidurale
Penny Simkin, “Potential Risks of Epidural Anesthesia”, in Birth
4. Il dolore in travaglio
Dal libro Assistenza del parto fisiologico: guida pratica. Maternità Sicura
5. L’anestesia epidurale
Dal libro Pain Relief in Labour di Russel, Scrutton e Porter, BMJ 1997
6. Gli studi
Tratti dalla Banca Dati del MIDIRS Midwifery Data base (Inghilterra)
6.1 - Serious complications associated with epidural/spinal blockade in obstetrics; a two year prospective study. D. B. Scott, M. E. Tunstall, 49
6.2 - Epidural anesthesia in labor: influence on surgical delivery rates, intrapartum fever and blood loss. B. Ploeckinger, M.R. Ulm, K. Chalubinski, W. Gruber, 55
6.3 - La voce delle donne. Epidural anesthesia. S. Kitzinger, J. Green, V. Coupland; BFM 1998 Gran Bretagna, 59
6.4 - Association of epidural analgesia with cesarean delivery in nulliparas. E. Lieberman, J.M. Lang, A. Cohen, R. D’Agostino, S. Datta, F.D. Frigoletto, 61
7. Miti ed evidenze
Tratto dal libro Obstetric Myths versus research realities: a guide to the medical Literature
8. Relazione del dott. Marsden Wagner
Neonatologo, epidemiologo, ex direttore OMS
9. Analgesia epidurale in travaglio: indicazioni, rischi e benefici
Pietro Lombardo, Tullia Todros, Maria Antonietta Cau
Bibliografia
Indirizzi utili
Letture consigliate
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Estratto:
«In verità, il dolore e lo stress del travaglio naturale hanno un loro valore. Gli ormoni prodotti in risposta al travaglio, e cioè l’adrenalina e la noradrenalina, stimolano la preparazione finale dei polmoni del feto all’immissione dell’aria, mobilitano il carburante per la produzione di energia e, convogliando il sangue fetale verso cuore e cervello (l’esatto opposto di ciò che accade negli adulti), protegge il feto dall’ipossia (mancanza di ossigeno) durante il travaglio (Lagercranz e Slotkin 1986).
Le terminazioni nervose del collo uterino e poi i muscoli pelvici e la vagina trasmettono la sensazione di dilatazione oltre che il dolore. Questi recettori della dilatazione segnalano alla ghiandola pituitaria la necessità di produrre una maggiore quantità di ossitocina, che aumenta il ritmo del travaglio, causando un’ulteriore dilatazione del collo uterino. Una volta che il collo è completamente dilatato e la testa del nascituro distende la base pelvica e la vagina, vengono prodotti dei picchi di ossitocina che scatenano l’impulso di spinta. Addormentando i nervi con un’epidurale si annientano anche questi meccanismi positivi di feedback (Johnson e Everitt 1988; Bates et al. 1985; Goodfellow et al. 1983).
Il dolore guida la madre. Generalmente, le posizioni e le attività scelte dalla partoriente per alleviare il dolore sono proprio quelle che favoriscono il travaglio o mettono il feto nella posizione giusta per il parto. Togliendo il dolore, anche questo meccanismo di feedback viene rimosso». [pag. 70-71]
«POTENZIALI RISCHI
1. Inadeguato sollievo del dolore fino al 10% delle donne a cui è stato somministrata l’epidurale;
2. Aumento della temperatura orale e vaginale che porta a somministrare trattamenti alla donna e al bambino per infezioni non esistenti;
3. Diminuzione della pressione sanguigna della madre che porta a far cambiare posizione alla donna, utilizzo di ossigeno e vaso pressori;
4. Mal di schiena post partum a breve e lungo termine da lividi causati dall’iniezione o dallo stiramento dei legamenti per inadeguata posizione per un tempo prolungato;
5. Possibile blocco spinale causato accidentalmente che porta a mal di testa;
6. Tremori;
7. Leggero o severo prurito della pelle;
8. Ritenzione di urina, che richiede l’utilizzo di un catetere che può portare a infezione;
9. La madre può sentirsi distaccata dal processo, diventa un’osservatrice ed è in balia degli operatori che la devono seguire accuratamente;
10. Problemi causati da errori umani o dall’anomalia strutturale della donna; inabilità a collocare propriamente il catetere, eccessiva anestesia, iniezione per errore dell’anestetico nei vasi sanguigni;
11. Rarissime complicazioni come addormentamento e debolezza nelle gambe;
12. Problemi di depressione respiratoria;
13. Danni neurologici;
14. Morte.
EFFETTI INDESIDERATI NEL TRAVAGLIO
1. Può rallentare il travaglio e quindi richiedere ossitocina;
2. E’ stato dimostrato che aumenta la possibilità di avere un taglio cesareo e nelle primigravide da due a tre volte maggiore;
3. Spesso prolunga la fase dilatante riducendo o eliminando la sensazione di spinta della donna che può portare a una persistente posizione occipitale posteriore del feto e arresto trasversale;
4. Maggior uso di forcipe o ventosa.
EFFETTI INDESIDERATI SUL FETO
1. Effetti sul battito cardiaco che richiede ossigeno alla madre, cambio nella posizione materna e possibile ricorso al taglio cesareo;
2. Aumenta il trasferimento del bambino in unità di terapia intensiva, somministrazione di antibiotici, isolamento dalla madre se la madre sviluppa febbre da epidurale che determina la tachicardia fetale e febbre al neonato;
3. Se il bambino è già sotto stress, una quantità maggiore di farmaci è intrappolata nella circolazione del bambino che aumenta gli effetti collaterali del bambino.
EFFETTI INDESIDERATI SUL NEONATO
1. Effetti neurocomportamentali a breve termine come irritabilità e inconsolabilità, aumento della difficoltà di seguire visibilmente un oggetto o a difendersi da rumori e luci forti. Non esistono dati sugli effetti a lungo termine;
2. Possibile riduzione della competenza del rooting e della suzione;
3. La ridotta competenza a rispondere agli stimoli può portare a conseguenze a lungo termine nella relazione madre-bambino». [pag. 25-26] |
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