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Scheda libro
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Il Sesto Senso è un manuale per affinare le percezioni extrasensoriali di cui ognuno è dotato, ma che si riconoscono a fatica a causa del frastuono e della fretta di tutti i giorni. Vi troverete le istruzioni per imparare a sviluppare le facoltà paranormali presenti in ognuno attraverso l'analisi dei sogni, la meditazione, la comprensione, la quiete, la disciplina personale, lo sviluppo dei cinque sensi e gli esercizi con la dimensione eterica. Esercizi ed esempi pratici vi introdurranno gradualmente nella sfera delle percezioni paranormali e vi aiuteranno a sviluppare il sesto senso che, una volta acquisito, permetterà a chi lo desidera di fare un vero e proprio balzo verso un'orbita superiore, oltre il karma umano. Stuart Wilde suggerirà come evitare le trappole, gli inganni e le illusioni con le quali il mondo irretisce ognuno facendo perdere il contatto con se stessi e coi propri sensi sottili. Vi insegnerà a conquistarli e usarli per instaurare rapporti più positivi con gli altri, per sapere cosa sentono e pensano, per diventare più creativi e per migliorare le vostre finanze.
Lo scopo è quello di sviluppare una maggior leggerezza dell'essere e portare più forza, gioia, luce nella vita di tutti.
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Indice:
Capitolo 1: Scienza e Sesto Senso Capitolo 2: Poteri Psichici, Mondi Spirituali e Onniscienza Capitolo 3: Lo Sciamanismo e il Sé della Natura Capitolo 4: Sviluppare al Massimo i Cinque Sensi Capitolo 5: Ombra, Sogni, Regni Fatati e i Grigi Capitolo 6: Il Portale Eterico Capitolo 7: Rivendicare il Potere Capitolo 8: Immaginazione, Opportunità, Creatività e Sesto Senso Capitolo 9: Essere Sospesi tra Due Mondi Capitolo 10: Mettere a Frutto la Conoscenza Interiore Capitolo 11: “Leggere nelle Persone” per Aiutarle Capitolo 12: Polarità, Relazioni e Illuminazione dell’Essere Capitolo 13: Le 26 Dimensioni dell’Ottaedro Rotante e il Punto Zero Appendice: La Stanza a Forma di L Bibliografia L’Autore
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Estratto:
Capitolo 1 Scienza e Sesto Senso
Il sesto senso è un’energia sacra: ci connette allo stato di onniscienza. E con esso giunge una speciale responsabilità, di pari passo con l’elevato stato di coscienza e l’accresciuta consapevolezza spirituale. Si cerca di sviluppare il sesto senso per creare una maggiore connessione con il Sé Infinito e con la luce interiore che risiede nell’intimo. Il sesto senso collega inoltre con il mondo sciamanico del sé della natura. Certo, sviluppare la consapevolezza ci aiuta a mantenerci al sicuro. Ritengo sia corretto dire che si tratta di un processo che getta luce sull’evoluzione spirituale dell’essere umano, che conferisce un potere interiore esoterico, uno speciale potere, quel genere di potere riservato agli iniziati che sapevano come accedere all’antica saggezza. Conoscevano i segreti dello shape-shifting (la capacità, insita nell’essere umano, di mutare forma e di trasformarsi in animali o oggetti, N.d.T.), le dimensioni e le caratteristiche dei chakra e della rete eterica. Il corpo sottile (o corpo eterico) è una componente chiave per la comprensione del sesto senso, ma la maggior parte delle antiche informazioni riguardanti tale corpo sono andate perdute nel corso degli eoni. Esso fu riscoperto dai teosofi, in particolar modo nella persona di Madame Blavatsky, che lo riportarono in Occidente dall’India, anche se tali cognizioni furono in buona parte fraintese. I teosofi fecero tuttavia un magnifico lavoro: dobbiamo alla loro instancabile opera di trascrizione quasi tutta la conoscenza esoterica nel mondo occidentale. Ma ciò accadeva molto tempo fa; successivamente gli autori degli anni ’20 e ’30 mescolarono le informazioni inserendo inoltre parecchio materiale aggiuntivo, il che, credo, contribuì a confondere le persone. Perlomeno confuse me. Scoprii che, a volte, non riuscivo a venirne a capo. Alla fine decisi che il solo modo che ci resta per riscoprire in maniera adeguata la conoscenza perduta del corpo sottile consiste nel percepirla interiormente: un viaggio fatto di prove ed errori. Immagino che quanti inizialmente cercarono di capire l’agopuntura e la complessità di tutti i meridiani devono aver proceduto in questo stesso modo, ovverosia a tentoni. Seduti sulla riva dello Yangtze in un pomeriggio soleggiato, infilano uno spillo nell’alluce ed ecco che avvertono un pizzicore all’orecchio: “Magnifico, così fluisce il meridiano”. Parlerò ancora del corpo sottile e delle modifiche da me apportate, in modo che anche tu possa provare per conto tuo, e magari anche aggiungere un intero nuovo capitolo a quanto finora noto. Penso che il processo di sblocco del sesto senso costituisca una parte molto importante del viaggio dell’essere umano. È il prossimo passo, perché oltre l’esperienza fisica vi è l’esperienza metafisica. La storia della metafisica può essere descritta a parole e mediante concetti ma, in ultima analisi, tutta la metafisica è scritta nelle oscillazioni e negli spostamenti del corpo sottile. Credo sia quella la sede del vero io, il luogo dove risiedono i veri sentimenti e l’identità spirituale. Mi spiegherò meglio procedendo gradualmente. Basti dire che tutti noi abbiamo fatto grandi passi negli ultimi venti o trent’anni. Ora vi è un maggior approfondimento delle tecniche di percezione e di sviluppo della consapevolezza, ma soprattutto del corpo sottile. Facoltà quali la visione a distanza, che in tempi meno recenti sarebbe sembrata impossibile da ottenere, sono ora conosciuti. Se tutto procede bene, stenderemo il testo definitivo che condurrà le future generazioni nella giusta direzione. Quando il sesto senso si acuisce come risultato naturale e integrante della propria vita, è possibile aiutare gli altri e questa è la gratificazione derivante dal tempo e dagli sforzi profusi nel lavoro su di sé.
Come io intendo il sesto senso
Ritengo che il sesto senso sia un potere che sottintende una dimensione di consapevolezza, una dimensione che si trova oltre lo spazio e il tempo; un po’ come varcare una soglia che conduce verso un altro regno. Dopo averla attraversata, la vita cambia e si sperimenta un aumento delle oscillazioni. In passato, la razionalità della gente induceva tutto il mondo della percezione extrasensoriale come un trucco da salotto vittoriano. Qualsiasi cosa avesse a che fare con la medianità, la telepatia, i poteri psichici e il sesto senso veniva ridicolizzato come prerogativa di individui stupidi e creduloni. Il mondo moderno è stato principalmente influenzato da due linee di pensiero, il determinismo causale e il materialismo. Isaac Newton pose i fondamenti del determinismo causale, che si basa sul principio che l’universo è composto di corpi, grandi e piccoli che orbitano e si scontrano gli uni con gli altri in maniera predeterminata, in base alla legge di causa ed effetto. Se potessimo capire le leggi che governano il funzionamento delle cose, e come interagiscono tra loro, diventeremmo simili a Dio, cioè onniscenti. L’altra filosofia dominante, il materialismo, portava a credere che solo il mondo esteriore della materia, con tutti i suoi costituenti, gli atomi e così via, fosse reale, e indipendente da colui che osserva. La teoria dei quanti ha inferto un colpo fatale al materialismo. In tempi antichi, la Chiesa era molto più potente di oggi. Gli scienziati si mettevano nei guai se contraddicevano la visione religiosa del mondo. Galileo fu portato al cospetto del tribunale dell’Inquisizione per aver descritto il moto dei pianeti. Fino ad allora si pensava che la Terra fosse al centro dell’universo. In parte per un meccanismo di difesa, il filosofo Cartesio suddivise la realtà in due parti, dando origine alla corrente del dualismo. Da una parte, egli sostiene, sta la solida realtà fisica, territorio degli scienziati; dall’altra, risiede la mente o coscienza, che resta saldamente ancorata al dominio della religione. Tale teoria rese tutti felici perché scienza e religione dominavano ciascuna una sfera ben definita di influenza. La storia è piena zeppa di atteggiamenti e comportamenti egocentrici strabilianti. Di fatto, a ben pensarci, la storia è perlopiù la storia di comportamenti egocentrici. La natura della realtà: le onde-particelle Al principio del secolo scorso, gli scienziati stabilirono che la trasmissione della luce era un fenomeno ondulatorio. Lo scoprirono mediante l’osservazione dell’interferenza delle onde. Quando due barche passano una accanto all’altra in un lago, per esempio, l’onda creata da ciascuna barca si sposta verso l’esterno finché non incontra l’onda proveniente dalla direzione opposta. Poi, le due onde interagiscono e si annullano l’un l’altra. Se si uniscono pollice e indice e si alza la mano verso la luce a circa dieci centimetri dagli occhi, si notano deboli linee nere negli interspazi tra le dita. Queste linee sono onde causate dall’interferenza, in quanto le particelle di luce interferiscono l’una con l’altra per infilarsi tra le dita. Forse occorrerà aggiustare leggermente la distanza tra le dita per vedere queste linee. Se le dita sono premute troppo forte, non vi è spazio attraverso il quale la luce possa passare. Se sono troppo larghe, non è possibile vedere le linee nere perché la luce passa tra le dita senza creare interferenza. All’inizio di questo secolo, il fisico neozelandese Ernest Rutheford descrisse il modo in cui gli elettroni orbitano intorno al nucleo di un atomo, molto simile, a suo dire, al moto dei pianeti intorno al sole. La sua teoria però non era completa. Egli non spiegò perché, se gli elettroni emettono luce e perdono energia, non dovrebbero passare ad orbite anche più piccole giungendo infine a scontrarsi con il nucleo, proprio come il materiale orbitante nello spazio di tanto in tanto urta la Terra. Il fisico tedesco Max Planck aveva già suggerito che gli elettroni emettono energia in discrete quantità, cui diede il nome di quanti. Einstein andò oltre asserendo che anche la luce è composta da gruppi di quanti. Gli elettroni orbitano intorno al nucleo creando balzi di quanti da un’orbita superiore ad una inferiore e mentre lo fanno emettono energia. Quando raggiungono l’orbita inferiore e non possono procedere ulteriormente, divengono stabili, e questo è il motivo per cui non si scontrano con il nucleo. Ed è proprio tramite questa scoperta che tutto si ricollega con il sesto senso. Quando un elettrone fa un balzo da un’orbita a un’altra, non percorre la distanza esistente tra le orbite. Si limita a scomparire dall’orbita superiore apparendo simultaneamente nell’orbita inferiore. Abbandona momentaneamente lo spazio-tempo e appare all’istante da un’altra parte. Immaginate che il nostro pianeta, il terzo a partire dal sole, all’improvviso faccia un balzo verso l’orbita di Venere, il secondo pianeta dal sole, così, d’un tratto, senza percorrere la vasta distanza esistente tra le due orbite planetarie. Questo non può accadere, per fortuna, perché i salti dei quanti non possono essere applicati ad oggetti di grosse dimensioni come i pianeti. Così la scienza poté fornire esempi di particelle che emettevano energia e saltavano da un punto ad un altro senza dover percorrere lo spazio nel mezzo. Gradualmente si scoprì che tutta la materia e la luce comprendono simultaneamente particelle ed onde, fenomeno noto con il nome di dualità onda-particella. Erwin Schrödinger formulò l’equazione matematica dell’onda, da cui prese origine la meccanica dei quanti. La natura della realtà, costituita dunque dalle onde-particelle, causò qualche grattacapo. Ad un livello quantico, la nostra realtà si dispiega attraverso onde indistinte. Quando osserviamo una particella, essa scompare sotto forma di onda indistinta dal luogo in cui si trova per riapparire improvvisamente come particella in un punto preciso dello spazio-tempo. Lo stato di onda indistinta potrebbe essere definito lo stato trascendente, leggero e yin della realtà. Quando induciamo l’onda indistinta a crollare per effetto dell’osservazione, una particella solida yang compare in un punto definito dello spazio-tempo, che rappresenta lo stato yang definitivo della realtà. Giunsi a domandarmi, incidentalmente, se la nostra dimensione eterica di onde indistinte non fosse la versione di onda-yin dei corpi fisici costituiti da particelle solide yang. Forse la ragione per cui la maggior parte delle persone non vede la dimensione eterica è perché non sa che esiste e non può dunque renderla reale osservandola. Da migliaia di anni i fisici e i mistici sanno che pensieri e idee “saltano”. Quando i pensieri “saltano”, abbiamo un fenomeno di telepatia. Dapprima la scienza dimostrò che gli elettroni saltavano. Poi provò in maniera irrefutabile che i fotoni (particelle di luce) interagiscono a distanza. Tale fenomeno viene definito non località, termine che, naturalmente, designa qualcosa di non locale, ma a distanza. Alain Aspect, un fisico francese, confermò che quando due particelle quantiche vengono messe in relazione e lanciate in direzioni opposte, se se ne osserva e se ne misura una, facendo quindi collassare la sua funzione onda, essa fa automaticamente collassare la funzione onda dell’altra particella, non importa a quale distanza si trovino l’una dall’altra. Ciò richiede la presenza di informazioni che viaggino da una particella ad un’altra ad una velocità superiore a quella della luce. L’esistenza di un simile trasferimento di informazioni, ovverosia “Il mio campo è stato collassato, perciò ora collassa il tuo campo”, contraddirebbe uno dei dogmi basilari della scienza. La legge della relatività di Einstein non esclude in alcun modo la possibilità che una particella possa muoversi più veloce della luce e gli scienziati hanno suggerito l’ipotesi dell’esistenza di una particella ipotetica, chiamata tachione, dal greco tachyos che significa veloce, che potrebbe viaggiare più veloce della luce. Ciò che invece la teoria della relatività esclude è il fatto che le informazioni possano muoversi più veloce della luce. Nel suo I misteri del tempo: l’universo dopo Einstein, Paul Davies rileva che una particella può muoversi più veloce della luce a patto che non si sposti mai ad una velocità inferiore a quella della luce. Davies dichiara: “… nulla può attraversare la barriera della luce se procede ad una velocità superiore o inferiore a quella della luce stessa”. L’enigma della velocità superiore a quella della luce pose un problema ad Alain Aspect. Tuttavia, egli andò avanti fino a dimostrare in maniera definitiva che nessun segnale, alla stessa velocità della luce o ad una inferiore, passa da una particella ad un’altra. Lo fece inserendo nel suo esperimento un meccanismo di commutazione che modificava la polarizzazione di una delle particelle ogni miliardesimo di secondo. La velocità di questo sistema superava la velocità della luce nel percorso effettuato per trasmettere informazioni all’altra particella. Eppure, ancora, la particella distante mutava per adeguarsi, come previsto, alla particella compagna. Aspect scartò quindi la possibilità che le informazioni viaggiassero insieme ad un segnale locale da una particella ad un’altra. I mistici direbbero che lo spazio o la distanza tra le particelle è un’illusione, che non vi è tempo né spazio, e che tutto è interconnesso. Altri hanno suggerito l’esistenza di un etere, all’esterno del continuum spazio-tempo, attraverso il quale le informazioni possono viaggiare più veloci della luce. La terza possibilità è che la mente umana può far collassare una funzione onda a distanza, oltre che l’onda nelle immediate vicinanze. Questo significherebbe che anche la coscienza umana è non locale, all’esterno dello spazio-tempo, e dunque trascendente. Certo, da sempre i sensitivi sanno che la natura trascendente della mente consente di attingere a informazioni a distanza. Ma, ora che la scienza lo ha dimostrato, questo concetto viene accettato con maggior facilità. Penso che sensitivi e mistici siano ancora considerati un po’ matti, ma gradualmente la vera natura della realtà umana e il potere della mente giungeranno ad una migliore comprensione. Allora, uno scienziato compilerà l’equazione che pone in connessione la coscienza alla materia e vincerà il premio Nobel per aver scoperto qualcosa che è noto da migliaia di anni. Questo sì che è il colmo del divertimento! Roger Penrose, celebre matematico dell’Università di Oxford, ha suggerito che l’universo ha bisogno di coscienza per la sua esistenza e, certo, il fatto che la coscienza può collassare un campo quantico per costituire una particella solida è una cosa meravigliosa. Quale delle tre spiegazioni del concetto di non località è corretta? Non lo so con certezza. Nessuno lo sa. Potrebbero esserlo tutte e tre, come potrebbe anche esistere qualche altra spiegazione di cui ancora non siamo consapevoli. L’idea che lo spazio-tempo sia un’illusione suona strana. Possiamo, per esempio, fissare lo sguardo in lontananza e vedere l’immenso spazio tra noi e l’orizzonte, e renderci conto che non è un’illusione. Certo, ha tutta l’aria di essere così, ma ad un livello trascendentale ogni cosa appare essere in connessione con il resto. Potrebbe dunque esistere una legge per la realtà esterna e un’altra per la realtà interiore. Attraverso i miei esperimenti effettuati in stato di trance e le mie visioni del tunnel post-mortem, ho intravisto i mondi degli spiriti dove sembrava esistere qualcosa come la distanza, perché potevo rivolgere lo sguardo in una o nell’altra direzione e vedere cose che apparivano distanti da me. Tuttavia, quel mondo di spiriti era privo di orizzonte – non che io ricordi, in ogni caso – e qualsiasi cosa su cui mi concentravo a distanza giungeva a me se solo lo volevo. Inoltre potevo concentrarmi su un determinato oggetto, apparentemente distante, e vederne i più piccoli dettagli, cosa che normalmente non sarebbe stata possibile sulla terra. Rammento di aver guardato un albero che, in termini di distanza sulla terra, avrei detto si trovasse a circa otto-sedici chilometri di distanza, e non appena mi concentrai su di esso, riuscii a scorgerne ogni singola vena di ogni singola foglia. Tale è probabilmente il processo della visione a distanza. Oggigiorno le teorie più famose e sofisticate accettano il fatto che la realtà giunge a noi giorno per giorno, in base a ciò che pensiamo e sentiamo. Certo, in quel particolare mondo di spiriti, le cose venivano verso di me rapide come il fulmine, se solo lo volevo. Nello stato quantico di onda indistinta, la realtà si dilata. Non è possibile dire dove si trova una particella, è solo possibile calcolare la probabile collocazione. Quindi l’onda indistinta possiede in sé proprietà trascendenti. Ho l’impressione che anche il mondo degli spiriti sia dotato di queste stesse qualità trascendenti di onda indistinta. Le cose vengono verso di noi, o ci appaiono, se ci concentriamo su di esse, proprio come un fisico potrebbe concentrarsi su una particella e vederla apparire di conseguenza. La seconda spiegazione del concetto di non località, ossia la spiegazione relativa all’etere, si è attirata molte critiche nel corso degli anni. La scienza non la privilegia. All’epoca vittoriana, la gente pensava che lo spazio esterno fosse riempito dall’etere. Nel 1887, Michelson e Morley eseguirono un celebre esperimento per dimostrare tale credenza. La loro premessa era che se la Terra si muoveva in uno spazio esterno costituito di etere, si sarebbe sviluppata una resistenza in direzione del moto della Terra stessa, in modo molto simile all’onda che si forma nella parte anteriore di una barca. Michelson e Morley sentivano che avrebbe dovuto esserci una differenza sostanziale nella velocità della luce, tra i valori individuati relativi alla direzione del moto della terra e quelli relativi all’altra direzione, dopo il passaggio dell’onda dell’etere. Non si evidenziò alcuna differenza e l’idea dell’etere fu scartata. Tuttavia, quello che non si comprese all’epoca fu che la terra è di per sé un campo di onde e che la mancanza di etere poteva in ultima analisi essere spiegata con il fatto che il campo di onde della terra interferiva con il campo dell’etere annullandolo. Questo potrebbe spiegare perché Michelson e Morley non trovarono l’etere. Dall’avvento della string theory (la teoria delle stringhe) e della zero-point energy (energia del punto zero), la teoria dell’etere ha rifatto debolmente capolino, seppur in maniera inconcludente, ma il verdetto è ancora lontano dall’idea di etere. Dal punto di vista eterico e del sesto senso, etere o non etere fa pochissima differenza. Perché sebbene i termini eterico ed etere condividano la medesima radice, non sono ovviamente la stessa cosa. L’etere – del tipo che si trova nello spazio esterno, sempre che esista – sarebbe invisibile, laddove è fuor di dubbio che la dimensione eterica umana, benché difficile da individuare, è visibile. Etere ed eterico potrebbero essere due versioni di una medesima energia, in forme differenti, proprio come il ghiaccio e il vapore sono entrambi forme dell’acqua. Per secoli i chiaroveggenti hanno sostenuto di vedere il campo eterico ed ognuno di noi può percepire l’eterico senza tuttavia essere in grado di darne una spiegazione tecnica. Dire che non esiste è stupido. Alla fine la scienza recupererà terreno e ci dirà che il campo eterico del corpo/personalità umano è effettivamente presente. Scopo di questo libro è indicare modi e sistemi che aiutino il singolo individuo a scoprire l’eterico da sé. Tutta la matematica del mondo non può inculcare, a mio avviso, una valida esperienza soggettiva. Per percepire l’eterico occorre diventare un po’ sensitivi. Il passaggio si verifica quando si giunge a vedere la vita in termini più ampi. Deve essere presente il desiderio di superare la dimensione mondana della vita per raggiungere uno speciale livello di spiritualità. Occorre ricordare che, nella nostra società, ogni cosa che ci viene insegnata da bambini e la maggior parte delle cose che vediamo e leggiamo attraverso i media è specificamente ideata per cullarci in una docile acquiescenza. Vendere paura è parte integrante dell’industria nazionalizzata. Se vuoi togliere potere alla gente, basta somministrarle una dieta perenne di problemi spaventosi che non si è in grado di risolvere. Tienila all’oscuro di ciò che dovrebbe sapere. Nutri le persone con un sacco di banalità e pubblicità a non finire, di insignificanti eventi sportivi che le facciano divertire, continuando a ripetere loro, nel frattempo, che non sono assolutamente in grado di gestire la loro vita. Approva leggi per assicurarti che incontrino il maggior numero di ostacoli, e sottrai loro metà dei soldi che guadagnano, tanto per essere ancora più sicuro. Mantienile in una condizione di insicurezza e di’ loro che solo gli uomini importanti che sono al potere possono proteggerle, guarirle, provvedere a loro, tenerle informate, e così via. Benvenuti nel Paese dei burocrati scrocconi. La mia mente, e probabilmente anche la tua, è stata programmata in giovanissima età da un meccanismo di controllo molto insidioso e a lunga scadenza che dice che non ce la possiamo fare da soli. Tutte sciocchezze. [...] |
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