Macro Edizioni
        Macrolivres
Macro Edizioni
Antiche Conoscenze
Ciò che i Dottori Non Dicono
Corpo & Pensiero
Cucina Regionale Sana
Cucinare naturalMente... per la Salute
I Macro Tascabili del Benessere
Il Futuro dopo il 2012
Il Giardino di Eva
L'Arte di Cucinare
La Biblioteca del Benessere
Mandala
Medicina Psicobiologica
Nuova Saggezza
Salute & Alimentazione
Scienza e Conoscenza
Sentiero Magico
Sesto Senso
Terapie Corporee
Verità Nascoste
• Fuori Collana
Macro Video
Antiche Conoscenze - Video
Consapevole - Video
Genitori e Figli - Video
Nuova Saggezza - Video
Pnl e Formazione - Video
Scienza e Conoscenza - Video
Società - Video
Verità Nascoste - Video
Videoteca del Benessere
Mt0 - Macroticonzero
Ecoscienze - Video
Macro Junior
Genitori e Bambini
Junior
Arianna Editrice
Arianna e Consapevole
Il Filo Verde di Arianna
Un'Altra Storia
Bis Edizioni
Alimentazione
BIS Business
FilosoFare
Gli AllenaMente
I Classici della Scienza della Mente
I Classici della Spiritualità
I Fuoriclasse
La Scienza della Mente
Le Parole dell'Amore
Salute
Spiritualità
Tecniche Corporee
Essere Felici
Motivazionale
Self-Help
Riviste
Scienza & Conoscenza
Vivi Consapevole
In distribuzione
Alessio Roberti Editore
Amici di Dirk
Aquarius
Bambini Nuovi Edizioni
Blu International Studio
Bonomi Editore
Centro di Ricerca Georges Lakhovsky
Michele Tribuzio Editore
Secondo Natura Editore
Stazione Celeste Edizioni
Uno Editori
eBook
EBOOK Arianna
EBOOK Bis
EBOOK Essere Felici
EBOOK Macro

Fuori catalogo
Solo presso l'editore

 

P. IVA 02 403 780 402

Mappa del sito
Privacy Policy


sviluppato da  


HomePage > Oltre i Confini > Scheda libro

Phillip H. Krapf  
La Sfida del contatto
Il più importante resoconto giornalistico sulla Diplomazia Interplanetaria

Prezzo: € 12,90
Pagine: 192 - Formato 13,5x20,5
ISBN 13: 9788875073909
Titolo disponibile solo presso l'editore e che le librerie possono richiedere tramite il distributore locale.

Prima edizione: Maggio 2003
Traduttori: Silvia Nerini

La Sfida del contatto Acquista online su Macrolibrarsi


Scopri i vantaggi per gli associati

Condividi:
Attraverso il racconto della sua straordinaria esperienza personale, Phillip Krapf ci mostra come si sta preparando un collegamento interplanetario che, un giorno, porterà ad una pubblica dichiarazione di contatto.
Questo libro è il fedele resoconto di uno dei numerosi soggiorni dell’autore sull’astronave degli alieni verdoniani e insieme anche la descrizione di avvenimenti eccezionali come il preliminare “contatto di Terra” che un rappresentante alieno ha tenuto con due ambasciatori terrestri (sono tanti, infatti, gli abitanti del pianeta Terra che, scelti dai verdoniani come emissari, preparano l¹incontro tra extraterrestri e terrestri).
Phillip H. Krapf, ex giornalista del Los Angeles Times, adesso vero e proprio “reporter stellare”, ci spiega perché ancora non sia avvenuto il promesso contatto definitivo. I verdoniani, infatti, hanno scelto di manifestarsi sulla Terra durante un prospero periodo di pace che il nostro pianeta sembra ben lontano dal raggiungere.

Qual è il destino della Terra, alla vigilia di un possibile incontro con una società avanzata e pacifica?


Indice:
Dedica
Ringraziamenti
Introduzione
Prefazione
Riassunto del mio contatto iniziale
Il programma del summit
Parte I
1. Una passeggiata nel parco
2. Una visita inattesa
3. Riunione
4. Un affare serio
5. L’universo metafisico
6. Rivelazioni
6. La sonda
7. L’interrogatorio
Epilogo
Appendice
Parte II
1. Il taccuino del reporter
2. Il business delle notizie e la presenza degli extraterrestri

Estratto:
Riassunto del mio contatto iniziale
Questo libro è la continuazione di Il contatto è cominciato, [Macro Edizioni, 2002, N.d.T.], la storia del mio primo incontro di tre giorni, a bordo di un’astronave, con una razza molto progredita di esseri extraterrestri, provenienti da un pianeta il cui nome nella nostra lingua potrebbe essere “Verdoniano”. Per chi non conosce questa storia userò questa introduzione per fornire un riassunto del mio contatto iniziale con questa specie, che chiamerò, ovviamente, Verdoniani. A partire dal capitolo 1 proseguirò nel racconto dell’insolita serie di contatti che all’inizio del 2001 mi ha condotto alla seconda visita alla loro nave, chiamata Goodwill. La sfida del contatto descrive le mie nuove esperienze in qualità di reporter per il progetto di contatto dei Verdoniani. Fornisce inoltre un aggiornamento del loro programma riguardo al contatto pubblico e privato con la popolazione del nostro pianeta, che in un primo tempo avverrà mediante la rivelazione di avvenuto contatto con i Verdoniani da parte di centinaia di personalità di spicco a livello mondiale, da loro reclutate affinché agiscano da ambasciatori interplanetari. Ripeto, sono semplicemente il cronista di questi avvenimenti in corso – in effetti, uno il cui ruolo doveva essere discusso, come vedrete più avanti nel libro.

Tutto è cominciato nel giugno del 1997, quando mi sono svegliato nel cuore della notte e mi sono trovato circondato da un raggio di luce, e poi trasportato involontariamente a bordo di una nave spaziale aliena. Nel giro di pochi secondi mi sono trovato di fronte alle creature più strane che avessi mai visto, anche se non così diverse dalle descrizioni degli alieni fornite da altri. Erano alti più di un metro e mezzo, con occhi scuri e stretti, nasi quasi impercettibili, senza peli corporei visibili, e una tonalità di pelle che andava dal grigiastro al leggermente abbronzato. Indossavano abiti satinati di vari colori tenui. Mi parlavano proprio in inglese, benché le loro labbra sottili non facessero il minimo movimento. Che scena sorprendente! – così si sarebbe pensato. Essendo stato per tutta la vita scettico e incredulo nei confronti degli UFO e dei racconti di rapimenti a opera degli alieni, questa esperienza avrebbe dovuto colpirmi con una forza sconvolgente, ma in effetti non ho provato uno shock. Stranamente, mi sentivo semplicemente in pace e assolutamente vigile.
Credo di aver saputo intimamente, in quel momento, che cosa mi era successo – nessuna obiezione avrebbe potuto cambiare il fatto che probabilmente ero stato rapito, che mi trovavo su un’astronave fra gli extraterrestri – ma la mia psiche non rispondeva come chiunque si sarebbe aspettato. Come ho scritto nel mio primo libro, “ogni volta che avevo prestato una fugace attenzione a queste storie, avevo pensato che non si sarebbe sopravvissuti a una simile esperienza, che la mente umana si sarebbe semplicemente spezzata per lo shock e sarebbe immediatamente sprofondata in un abisso di follia”.
Prima di questa straordinaria esperienza, in pratica non avevo nessuna conoscenza di fenomeni UFO. Le informazioni limitate di cui disponevo mi venivano dalla stampa convenzionale. Sapevo che gli esami fisici di qualche genere erano uno dei fili che tenevano insieme molte storie di rapimenti (ed effettivamente la prima stanza in cui mi sono trovato aveva decine di tavoli su cui giacevano degli esseri umani, assistiti da alieni vestiti di bianco), pertanto giunsi rapidamente alla conclusione di essere stato portato a bordo per lo stesso scopo.
Tuttavia, il fatto che mi sentissi completamente in pace, privo di paura, sembrava smentire la realtà. L’emozione più forte che ho provato in quel momento è stata piuttosto un’intensa curiosità. Poi mi è venuto in mente che la mia sensibilità e la mia coscienza dovevano essere state alterate. Diversamente, come avrei potuto conciliare il mio effettivo comportamento con la reazione incontrollata che, secondo tutti gli standard umani, sarebbe stata normale in simili circostanze? Perché stavo accettando quello scenario inconcepibile con una tale calma? Come avrei appreso in seguito, il raggio di luce attraverso il quale ero arrivato alla nave aveva in qualche modo provocato un effetto calmante che aveva preparato la mia psiche ad accettare il contatto iniziale.
Diversamente dalle persone che si trovavano sui tavoli davanti a me, scoprii ben presto che mi trovavo a bordo di quella strana nave per un altro motivo. I Verdoniani, che sostengono di essere giunti da un pianeta che dista circa 14 milioni di anni luce dalla Terra (il nome del loro pianeta si potrebbe appunto tradurre in Verdoniano, che io ho interpretato come qualcosa di simile a “pianeta giardino”), dicevano che stavano ingaggiando centinaia di esseri umani per fare da collegamento per un’imminente conferenza al vertice fra i rappresentanti delle due specie. Gente di ogni condizione sociale, di ogni settore di ricerca umana – fra cui molti leader nel proprio campo – venivano arruolati per aiutare a porre le fondamenta del contatto fra le due specie.
Quelli reclutati a scopo di collegamento in qualità di diplomatici, per così dire, interplanetari assolveranno incarichi essenziali per aiutare a preparare la Terra al contatto; a costoro è stato conferito il titolo di Ambasciatori. Un numero analogo di individui più anonimi sono stati invitati a rivestire un ruolo di sostegno o secondario, e hanno ricevuto il titolo di Inviati Delegati. Io faccio parte di questo secondo gruppo, apparentemente scelto in base a una raccomandazione personale da parte di un collaboratore del Los Angeles Times reclutato come Ambasciatore (a cui faccio riferimento nel mio primo libro chiamandolo “X”). È al Times che la mia carriera giornalistica ha raggiunto l’apice prima di andare in pensione nel 1993.
Ho passato la maggior parte delle mie ore di veglia a bordo della nave a ricevere istruzioni dai Verdoniani in lezioni di orientamento. Durante il mio soggiorno ho avuto un’accompagnatrice e assistente personale che si faceva chiamare Gina. L’altro personaggio chiave con cui ho avuto contatti rispondeva al nome di Gus. Questi nomi erano stati adottati per usarmi una gentilezza, dato che ero incapace di pronunciare i loro veri nomi nella loro lingua.
Nelle lezioni di orientamento ho appreso che i Verdoniani hanno esplorato lo spazio per milioni di anni. Da principio non avevano saputo se erano soli nell’universo finché non avevano cominciato a imbattersi in altre civiltà. Infine si erano uniti con un gruppetto di queste altre specie progredite per formare la Federazione Intergalattica dei Pianeti Sovrani (IFSP). Nel corso degli eoni, mentre nuove civiltà venivano scoperte e portate all’ovile, l’organizzazione continuava a crescere fino a raggiungere l’attuale numero di membri, pari a circa 27.000 specie diverse appartenenti ad altrettanti pianeti. I Verdoniani, però, mi hanno detto di aver “colonizzato” una gran quantità di pianeti precedentemente disabitati. (“Colonizzare” è in realtà la parola che uso io per qualcosa di molto simile a “terraformare” – rendere più abitabili o più ospitali dei pianeti disabitati o inabitabili).
I Verdoniani, e diverse altre specie, hanno sviluppato la tecnologia e la capacità di impegnarsi in una costante ricerca di vita nell’universo, esplorando, mappando e catalogando a mano a mano. I pianeti che contengono forme più elevate di vita vengono classificati in base al livello di evoluzione degli abitanti; le specie dotate di intelligenza superiore vengono sottoposte agli esami più minuziosi, specialmente se hanno sviluppato civiltà complesse. Una volta scoperto un pianeta dotato di forme di vita superiori, i Verdoniani prendono posizione in quel particolare sistema solare e danno inizio a un periodo di osservazione e studio che può durare da parecchie settimane a centinaia di anni.
Quelli che richiedono il più breve periodo di studio sono i pianeti ancora considerati lontani almeno 10.000 anni dallo sviluppare le capacità necessarie per il volo nello spazio. Il pianeta viene catalogato e il gruppo degli esploratori prosegue nel suo viaggio; potranno passare parecchie migliaia di anni prima del loro ritorno. Alle civiltà che si hanno raggiunto un grado di evoluzione tale da consentire, entro 1.000 anni, lo sviluppo della tecnologia per il volo spaziale, viene assegnata una squadra di osservazione permanente. Lo scopo è di assicurarsi che la specie sotto studio non costituisca una minaccia per le altre civiltà cosmiche quando si avventurerà nello spazio. (Le specie aggressive e ostili vengono isolate sui loro pianeti d’origine per tutto il tempo necessario affinché si evolvano in una razza pacifica e cessino di costituire una minaccia per i loro vicini. Una regola cardinale e universale è che nello spazio non sono ammesse armi). La squadra di osservazione studierà poi e registrerà cronologicamente la storia, le culture, le tecnologie, le lingue, l’ambiente e la costituzione psicologica, fisiologica e anatomica degli abitanti.
Quando una civiltà è sul punto di muovere i primi passi nello spazio, i Verdoniani stabiliscono se è opportuno ammetterla all’IFSP. È evidente che nel frattempo gli esploratori avranno appreso tutto ciò che riguarda questo pianeta e la sua popolazione. Se l’ammissione viene accordata, si fanno i preparativi per il contatto. Ogni astronave che sorveglia un pianeta è dotata di un comitato ad hoc che coordina le operazioni. La squadra di osservazione guiderà poi la specie attraverso le fasi finali critiche per garantirle un passaggio senza traumi nella nuova realtà interstellare.
Per quel che ne so, la Terra si trova sotto la giurisdizione dei Verdoniani – rigorosamente come oggetto di osservazione – da quando è stata scoperta dall’equipaggio di una nave verdoniana. I Verdoniani non sono però gli unici a tenere sotto controllo le civiltà emergenti. Altre specie sono impegnate nella stessa ricerca, che è un lavoro di ordinaria amministrazione della struttura organizzativa e della missione dell’IFSP. Non so se nei dintorni della Terra vi sia qualcun’altra di queste specie, dato che con me non si è mai discusso di questo.
Nell’ultimo decennio del XX secolo i Verdoniani sono giunti alla conclusione che il genere umano, essendo progredito fino al punto di essere in grado di sviluppare rapidamente la tecnologia necessaria per entrare nello spazio profondo, fosse qualificato per entrare a far parte della federazione. C’era tuttavia un punto d’arresto fondamentale. Perché il passaggio potesse riuscire, era necessario che l’80 percento della popolazione umana che aveva cercato di condurre una vita onesta, profonda e creativa acquisisse il controllo sul restante 20 percento che è grandemente responsabile dei mali del pianeta a causa della propria avidità e della mancanza di etica, o di qualunque altra cosa che renda queste persone una minaccia per un mondo buono e giusto. I Verdoniani non hanno fornito strategie o tattiche per raggiungere questa situazione, sostengono invece che il nostro destino è nelle nostre mani e che loro non hanno intenzione di interferirvi. L’osservazione quindi è continuata fino alla fine degli anni ’90 per monitorare i progressi di questa attesa trasformazione, e nel frattempo sono stati concepiti dei piani per il contatto che dovrà aver luogo nel primo decennio del XXI secolo.

  Spettacolo EcoSostenibile

  App Coloring Mandala

  Transurfing Vivo

  Crepuscolo degli Dei

  Macrocredit

  Newsletter
Email:
  
  Ricerca librerie
Lombardia Veneto Friuli Venezia Giulia Trentino Alto Adige Piemonte Valle d'Aosta Liguria Marche Lazio Emilia Romagna Toscana Umbria Campania Puglia Abruzzo Molise Basilicata Calabria Sardegna Sicilia