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Scheda libro
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Alessio Roberti
Negoziare secondo Harward
Principi e tecniche per preparare e condurre la negoziazione strategicamente
Prezzo: € 19,90 Pagine: 200 - Formato 13.5x21 ISBN 13: 9788888612348 Prima edizione: Luglio 2005
Titolo Fuori Catalogo - NON DISPONIBILE
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Una sintesi accurata dei metodi e dei principi di negoziazione sviluppati alla Scuola di Business più qualificata del mondo: la Harvard Business School. Il primo libro in Italia a raccogliere decenni di ricerche e di esperienze fatte sul campo e a spingersi oltre la pura teoria della negoziazione, trovando applicazione immediata e concreta al tavolo delle trattative.
Tutte le fasi salienti del percorso negoziale vengono presentate e spiegate in un linguaggio diretto ed essenziale, insieme ai principali fattori strategici e umani che intervengono durante il processo: - La preparazione
- L’identificazione delle parti
- Le questioni
- Le posizioni
- Gli interessi
- Le persone
- Le emozioni
- Il contratto economico
- Il contratto sociale
- Le alternative (BATNA)
- Il ponte d’oro
- L’implementazione dell’accordo
- La revisione della negoziazione
Un testo rivolto a chiunque sia chiamato a “negoziare” qualcosa con qualcuno. Quindi a tutte le persone che abbiano necessità di trovare accordi soddisfacenti in ambito personale e professionale: agli operatori del mondo del business, a leader e manager aziendali, dirigenti, responsabili delle risorse umane, imprenditori, consulenti, politici…
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Estratto:
Posizioni o Interessi? Una multinazionale americana voleva acquistare un’azienda di lusso in deficit, con un nome prestigioso e un buon seguito tra i consumatori. Il potenziale venditore era una ricca famiglia europea. In seguito alla conclusione dell’affare, il patrimonio dei componenti di questa famiglia sarebbe certamente aumentato; nello stesso tempo, tuttavia, il loro tenore di vita sarebbe rimasto sostanzialmente invariato. In una relazione stesa con grande cura, in cui venivano delineati nel dettaglio i complessi aspetti economici e finanziari della transazione che si stava definendo, il gruppo di acquisizione specificava il prezzo massimo che era disposto a pagare; prezzo che era molto inferiore all’importo minimo su cui insisteva fermamente la famiglia. La differenza era tale che il gruppo di acquisizione fu sul punto di abbandonare il tavolo della negoziazione, per rivolgersi ad opportunità più promettenti. Tuttavia, analizzando attentamente gli aspetti in gioco durante la trattativa, divenne chiaro che ciò che stava veramente a cuore ai membri della famiglia erano interessi legati alla propria immagine: in particolare, la possibilità di dire agli “amici di Cortina” di aver avuto la meglio sul gruppo americano, vendendo l’azienda ad un prezzo alto e ottenendo l’opzione di ricomprare una fetta considerevole di azioni, se gli acquirenti non fossero stati capaci di migliorarne la redditività. In privato, i membri della famiglia più esperti in affari si rendevano perfettamente conto che l’azienda era in pessime condizioni finanziarie, e che non avrebbero realisticamente potuto aspettarsi di vendere al prezzo che avevano chiesto. Nonostante questo, non erano assolutamente disposti ad accettare i termini proposti dal gruppo acquirente, perché... se si fosse sparsa la voce, sarebbe stato umiliante! L’affare venne concluso a queste condizioni: - il prezzo di acquisto rimase quello offerto dal gruppo di acquisizione americano; - la famiglia ottenne l’opzione di poter ricomprare una parte maggioritaria dell’azienda, ma solo dopo una iniziale offerta pubblica delle azioni: di fatto, la famiglia non avrebbe potuto effettivamente riguadagnare il controllo della società. Dall’esito della negoziazione, dunque, sembrerebbe che soltanto il gruppo acquirente fosse riuscito a soddisfare i propri interessi. Che cosa, allora, aveva reso possibile l’accordo? La multinazionale americana trovò il modo di soddisfare gli “interessi” della famiglia venditrice facendo diffondere da fonti autorevoli la notizia che l’accordo era stato concluso ad un prezzo superiore a quello realmente negoziato e che, nel caso in cui la nuova amministrazione americana si fosse rivelata inadeguata, la famiglia venditrice avrebbe avuto l’opzione esclusiva di riacquisire il controllo dell’azienda. La “reputazione” della famiglia era quindi salva! Se le parti avessero continuato a confrontarsi soltanto sulle rispettive posizioni, la negoziazione si sarebbe arenata: tali posizioni erano, infatti, inconciliabili. La svolta fu possibile invece quando un brillante negoziatore si spinse oltre le posizioni incompatibili, per ricercare ed individuare i diversi interessi in gioco: in questo modo si concretizzò un accordo accettabile per tutti. |
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